Nell'ultimo decennio, il commercio incontrollato di rifiuti di plastica è aumentato, minacciando sia l'ambiente sia la salute pubblica. Non tutti i grandi produttori come gli Stati Uniti o il Regno Unito (il più grande d'Europa, con circa 99Kg di rifiuti di plastica per persona all'anno) hanno i mezzi e la capacità di gestirli in casa, quindi in genere li vendono ai paesi emergenti. Tuttavia, questi paesi non hanno le infrastrutture e la capacità per riciclare correttamente i rifiuti importati. Il risultato è che molti rifiuti di plastica finiscono nelle discariche, vengono bruciati all'aria aperta o gettati nell'oceano.

La Commissione europea ha appena adottato nuove regole sull'esportazione, l'importazione e la spedizione intra-UE di rifiuti di plastica. Queste nuove regole vietano l'esportazione di rifiuti di plastica dall'UE verso i paesi non OCSE, ad eccezione dei rifiuti puliti inviati a riciclo, e impongono controlli più severi su qualsiasi trasferimento.

Nell'UE ci stiamo assumendo la responsabilità dei rifiuti che generiamo", ha detto il commissario UE per l'ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius. "Questa è un'importante pietra miliare nella lotta contro l'inquinamento da plastica, la transizione verso una economia circolare e il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo".

Mentre la maggior parte delle economie tende ancora a operare secondo il principio del "prendere, usare e buttare", è sempre più chiaro che cambiare i comportamenti dei consumatori è uno dei modi principali per ridurre i rifiuti e alimentare migliori percorsi di riciclo. Naturalmente, questo non è qualcosa che può essere semplicemente imposto alle persone, che hanno invece bisogno di maturare la volontà di assumere nuove abitudini allineate con i modelli di economia circolare e a zero rifiuti.

I governi nazionali e locali stanno quindi accelerando le campagne educative, seminando consigli pratici e semplici affinché le persone usino meno e facciano più attenzione agli imballaggi quando comprano qualcosa, separino correttamente i rifiuti, o evitino di comprare beni che non possono essere riciclati.

Mentre si investe sul versante educativo, le città hanno bisogno di trattare adeguatamente i livelli attuali di plastica e altri rifiuti urbani. Prevenire le distorsioni nella gestione dei rifiuti, dalla raccolta al riciclo, è fondamentale per la salute e la sicurezza pubblica, nonché per l'ambiente, quindi gli operatori stanno lavorando duramente per garantire la qualità del servizio e allo stesso tempo tenere sotto controllo i costi.

Come riportato da Interreg Europe, si stanno facendo progressi nella trasformazione digitale della gestione dei rifiuti. I governi sono sempre più consapevoli di come le tecnologie digitali possono consentire una raccolta dei rifiuti più intelligente ed efficiente, aiutare a recuperare più materiali preziosi presenti nei flussi a perdere, ridurre le quantità di materie prime estratte o importate, e mitigare gli impatti ambientali e climatici.

L'implementazione di soluzioni basate sull'IoT per la gestione dei rifiuti può "migliorare la qualità della raccolta dei rifiutigenerando efficienza e risparmio, con benefici rilevanti in termini di salute, sicurezza e vivibilità", ha spiegato il nostro CEO Gianni Minetti a Smart City Live 2020 (versione ondemand disponibile qui).

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