La eruzione del vulcano sottomarino di Tonga lo scorso gennaio è un caso illustrativo di come funzionano i rischi a cascata. Un evento dirompente ne innesca un altro, poi un altro ancora, in una catena incrementale che esacerba più vulnerabilità che diventano critiche in un certo ambiente.

La pandemia Covid-19 ha dimostrato che le crisi non vengono da sole. Mentre le città erano chiamate a combattere l'emergenza sanitaria, molte sono state colpite da eventi climatici estremi - inondazioni, siccità, cicloni - che hanno fatto emergere le criticità di infrastrutture urbane obsolete e inadeguate e hanno compromesso lo sforzo verso la ripresa economica e sociale.

I rischi a cascata sono diventati più visibili negli ultimi anni. Le città riescono a malapena a riprendersi da un evento meteorologico estremo o da una catastrofe naturale, prima di essere colpite da un'altra catastrofe, un attacco cybercrime, disordini civili o altre perturbazioni sociali.

Poiché l'incertezza è ormai diventata la "nuova normalità", i manager delle città devono abbracciare la resilienza come approccio generale per affrontare i rischi a cascata del cambiamento climatico, dell'urbanizzazione e della digitalizzazione.

Ma la resilienza non è qualcosa che si può ottenere da un giorno all'altro, ha detto Elaine Tan, vicedirettore del Center for Livable Cities di Singapore, durante un recente evento online promosso dal Resilient Cities Network e dalla Banca Mondiale.

È fondamentale rimodellare i modelli urbani, progettare e implementare infrastrutture resilienti, facendo leva su tecnologie smart per migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi pubblici chiave (si pensi alle forniture di energia e acqua, ai sistemi di mobilità, alle forze dell'ordine, solo per citarne alcuni) rendendoli resilienti e accessibili anche in tempi di crisi. I rischi a cascata saranno meno spaventosi se la città dispone di una infrastruttura urbana intelligente per monitorare e controllare i servizi critici.

"La resilienza dell'infrastruttura 'hardware' ha molto a che fare con la resilienza della comunità, il lato 'software' delle cose", ha aggiunto Elaine Tan. E questo è assolutamente vero: non ci può essere una città resiliente e smart senza cittadini resilienti e smart.

In questo tempo incerto,è particolarmente importante per i governi locali coinvolgere le persone, creando fiducia e linee aperte di comunicazione e collaborazione. Solo le comunità coese possono rispondere a rischi multipli e continui a cascata e prosperare anche di fronte alle avversità.