Recycling on-the-go

Il riciclo fuori casa manca di infrastrutture

I tassi di riciclo dei rifiuti urbani, dei rifiuti di imballaggio e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche stanno lentamente aumentando nella maggior parte dei paesi occidentali, indicando un progresso verso l'utilizzo dei rifiuti come risorsa e l'avvento della economia circolare. Tuttavia, mentre le persone si impegnano a separare i rifiuti a casa, c'è molto da fare per migliorare il riciclo fuori casa.

Una indagine effettuata in 14 paesi europei dall'agenzia di sondaggi LUCID con Every Can Counts ha rivelato che la maggior parte degli intervistati (93%) vorrebbe vedere più contenitori per la raccolta differenziata nelle strade, negli spazi pubblici, parchi, spiagge o sentieri. Questo numero sale a 94% quando si chiede alle persone di parlare di grandi eventi come festival o eventi sportivi.

La mancanza di infrastrutture adeguate emerge come un ostacolo principale a più alti tassi di riciclo dei rifiuti. L'83% degli intervistati ha detto di differenziare sempre o spesso le confezioni di bevande quando sono a casa, ma questo numero scende a 54% sul posto di lavoro, e solo il 49% lo fa quando è in giro, mentre 48% riciclano in luoghi come parchi e spiagge.

"La maggior parte degli intervistati è pronta a fare di più quando si tratta di differenziare e riciclare le lattine di bevande che consumano fuori casa, ma le soluzioni per la raccolta differenziata sono spesso troppo scarse", ha spiegato il direttore di Every Can Counts Europe, David Van Heuverswyn.

I rifiuti fuori casa sono attentamente monitorati nel Regno Unitodove circa otto miliardi di contenitori per bevande non vengono riciclati ogni anno e vengono messi in discarica, inceneriti o gettati. Qualche settimana fa, Telford e Wrekin nello Shropshire hanno aderito a #InTheLoop, il più grande approccio collaborativo del Regno Unito per aumentare il riciclo fuori casa.

Sperimentato per la prima volta a Leeds nel 2018, è stato portato a Swansea e Edimburgo nel 2019. Nei tre progetti, sono state raccolte e riciclate oltre 1 milione di bottiglie e lattine di plastica e vetro. A Telford e Wrekin, 25 nuovi cestini per i rifiuti saranno posizionati strategicamente in tutto il parco cittadino per incoraggiare i visitatori a riciclare on-the-go, fornendo indicazioni specifiche per una corretta separazione.

Telford e Wrekin monitoreranno l'impatto e l'efficacia dei nuovi contenitori. In caso di successo, il piano è di estenderli in tutto il distretto, iniziando con Oakengates e Newport con altri a seguire, rendendo più facile per i residenti riciclare i rifiuti in altri parchi distrettuali e per strada.

La tua città ha contenitori per la raccolta differenziata nelle strade e negli spazi pubblici? Qualche esperienza o best practice che vuoi condividere? Contatta i nostri esperti Smart Waste per ulteriori approfondimenti e idee!


World Cities Day

Giornata mondiale delle città 2021: è tempo di agire per la resilienza climatica

Il 31 ottobrest non riguarda solo Halloween, zucche, streghe e fantasmi. È anche la Giornata mondiale delle città, l'iniziativa delle Nazioni Unite per promuovere l'interesse della comunità internazionale per l'urbanizzazione globale e spingere la cooperazione per affrontare le sfide emergenti dello sviluppo urbano sostenibile. Questo si collega al Sustainable Development Goal 11 ("rendere le città inclusive, sicure, resistenti e sostenibili") e quest'anno le celebrazioni coincidono con l'apertura della 26esima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, nota anche come COP26, a Glasgow.

Il tema della Giornata Mondiale delle Città 2021 è Adattare le città alla resilienza climatica, riflettendo il fatto che il cambiamento climatico sta avendo un forte impatto sugli insediamenti urbani, con centinaia di milioni di persone che sperimentano inondazioni, aumento del livello del mare, tempeste e periodi crescenti di temperature estreme. Molte città stanno investendo per migliorare la loro resilienza, ma la mancanza di fondi, di capacità e talvolta di visione minacciano gli sforzi per raggiungere risultati degni di nota.

"I meno abbienti nelle città e nelle comunità sopporteranno il peso del cambiamento climatico sotto forma di inondazioni, siccità, frane, calore estremo, tempeste e uragani. Ci sono più di un miliardo di persone che vivono in insediamenti informali con 70% di loro è altamente vulnerabile al cambiamento climatico", ha detto il direttore esecutivo di UN-Habitat, Maimunah Mohd Sharif, presentando la Giornata mondiale delle città 2021. "Abbiamo urgente bisogno di investimenti in resilienza climatica e soluzioni innovative".

L'adattamento delle città per la resilienza climatica è fondamentale per mitigare i rischi legati a eventi sia prevedibili che imprevedibili. Tra le strategie per avere città intelligenti dal punto di vista climatico, UN-Habitat raccomanda di investire in infrastrutture a prova di clima e più sostenibili, salvaguardando l'accesso ai servizi urbani di base. Poiché il mondo si sta urbanizzando ad un ritmo rapido e si prevede che la frequenza e l'intensità dei disastri naturali aumentino ulteriormente nei prossimi decenni, gli investimenti e lo sviluppo delle infrastrutture di oggi determineranno come le città e le persone saranno in grado di affrontare le sfide future.

Questo comporta un impegno collettivo per ripensare i modelli urbani (ad esempio, la "città dei 15 minuti" come nuovo concetto di pianificazione), progettare e implementare infrastrutture resilienti, usare le tecnologie smart per aumentare l'efficienza, risparmiare risorse naturali fondamentali, ridurre le emissioni di CO2 e garantire l'accesso ai servizi urbani sia in tempi normali che di crisi.

La Internet of Things è la strada da percorrere per costruire infrastrutture urbane climate-smart e abilitare una gestione data-driven dei servizi urbani: vuoi saperne di più? Scarica il nostro white paper gratuitoThe open road: A Smart City is an interoperable City' e chiedi agli esperti di Paradox Engineering come iniziare la trasformazione smart della tua città!


emergency response

I droni consegnano i defibrillatori ai pazienti prima delle ambulanze

Ogni minuto conta, quando si tratta di un arresto cardiaco improvviso. In caso di infarto in casa o lontano dall'ospedale, il trattamento precoce e l'uso di un defibrillatore esterno automatico (DAE) possono migliorare le possibilità di sopravvivenza del 50-70%. Come può la tecnologia contribuire a una risposta di emergenza più rapida ed efficace?

Questa era la domanda a cui un team di ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia voleva rispondere attraverso un progetto pilota, utilizzando droni per consegnare i defibrillatori ai pazienti con sospetto arresto cardiaco.

I ricercatori hanno collaborato con l'operatore di emergenza nazionale SOS Alarm, la Regione Västra Götaland e l'operatore di droni Everdrone AB per realizzare uno studio di quattro mesi nelle città di Göteborg e Kungälv nella Svezia occidentale. Nell'estate 2020, i droni sono decollati in risposta a 12 dei 53 allarmi di sospetto arresto cardiaco, viaggiando in parallelo alle ambulanze. I DAE sono stati consegnati con successo dai droni in 11 casi (92%), e in 7 casi (64%) sono arrivati prima dell'ambulanza. I droni hanno percorso una distanza media di 3,1 chilometri senza causare alcun disturbo o danno all'area circostante.

Pubblicato dal European Heart Journal, questo studio conferma che i droni possono essere sfruttati per trasportare i defibrillatori in modo sicuro e con precisione mirata durante le emergenze della vita reale. I ricercatori hanno notato che alcuni miglioramenti sono necessari per aumentare il numero di consegne a buon fine e risparmiare tempo. Per esempio, stanno iniziando uno studio di follow-up per testare il volo dei droni di notte o con cattivo tempo, e migliorare il sistema software per quanto riguarda la gestione degli itinerari.

Le recenti linee guida dell'European Resuscitation Council includono i sistemi basati su droni tra le possibili misure per migliorare la risposta di emergenza nei casi di sospetto arresto cardiaco. I sistemi aerei senza pilota (UAS) sono sempre più utilizzati nell'assistenza sanitaria per consegnare sangue, vaccini e altre forniture mediche nelle zone rurali o in luoghi remoti, fornire soccorso alle vittime che hanno bisogno di cure mediche immediate, facilitare il trasporto di medicine all'interno degli ospedali o delle cliniche, e anche sostenere il trattamento a domicilio dei pazienti anziani.

Alcune sfide tecniche e normative devono essere gestite, ma potremmo non essere così lontani dal giorno in cui un drone porterà medicine o raccoglierà test di laboratorio direttamente a casa nostra.

 

Photo credit: Karolinska Institutet


climate change

Non c'è un pianeta B, affrontiamo il cambiamento climatico

Tra le principali notizie di questa settimana ci sono i professori Syukuro Manabe, Klaus Hasselmann e Giorgio Parisi, vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2021 per il loro lavoro sul cambiamento del clima della Terra. Manabe e Hasselmann hanno gettato le basi della nostra conoscenza del clima e di come l'umanità lo influenza, prevedendo in modo affidabile il riscaldamento globale. Parisi viene premiato per i suoi contributi rivoluzionari alla teoria dei materiali disordinati e dei processi casuali, scoprendo le "regole nascoste" dietro i cambiamenti climatici.

Mantenere il clima in cima all'agenda è più che mai necessario. Tutti ci confrontiamo con gli eventi climatici estremi e i relativi disastri naturali, ma questa potrebbe essere solo la punta dell'iceberg. In un recente podcast Radio Davos del World Economic Forum, lo studioso e futurista Peter Schwartz ha descritto i tre scenari più plausibili che potremmo affrontare nel prossimo futuro.

Lo scenario peggiore riguarda l'accelerazione dei cambiamenti climatici e la nostra incapacità di mitigarli. Assisteremmo a un aumento delle temperature medie, a fenomeni meteorologici estremi più frequenti e gravi, a un impatto irreversibile sugli ecosistemi e sulla biodiversità. Questo è a tutti gli effetti uno scenario catastrofico.

Se si riesce a mitigare il riscaldamento globale, il secondo scenario aprirebbe una finestra di speranza. Ridurremmo le emissioni di CO2 e di gas serra dell'industria e della società umana, avremmo un aumento contenuto delle temperature medie, rallenteremmo gli effetti collaterali. Questo è uno scenario di adattabilità, dove avremmo ancora un significativo cambiamento climatico in atto, ma potremmo farcela.

È possibile uno scenario positivo? Sì. Secondo Schwartz, potremmo riuscire ad andare in negativo sui gas serra e tagliare radicalmente la quantità di CO2 nell'atmosfera, mentre ci impegniamo nella riforestazione del pianeta e in programmi di sviluppo sostenibile. A lungo termine, avremmo la Terra su una traiettoria molto più rispettosa del clima.

Concretizzare questo terzo scenario richiede misure drastiche e permanenti a tutti i livelli, dai governi alle aziende private, fino ad ogni singolo abitante della Terra. Si tratta di rivedere la produzione di energia ed eliminare i combustibili fossili, imparare a conservare le risorse naturali, avere una gestione più intelligente dei rifiuti, implementare modelli di economia circolare e molto altro ancora.

Anche le città hanno un ruolo enormePoiché coprono 3% della superficie terrestre, ma consumano 78% dell'energia mondiale e producono più di 60% di emissioni di gas serra. "Ci muoveremo verso un'economia molto più città a misura di pedone [...] Stiamo ridisegnando il nostro modo di vivere per essere molto, molto più rispettosi dell'ambiente", ha detto Peter Schwartz.

Proponendo tecnologie intelligenti per città sostenibili e resistenti al clima, Paradox Engineering ha firmato la lettera aperta ai leader della COP26 promossa da Smart Cities World: le città devono essere coinvolte in qualsiasi accordo sul clima!

 

Conferma il tuo sostegno e il ruolo critico che le città giocheranno nella realizzazione di un futuro sostenibile: firma la lettera aperta oggi e fai sentire la tua voce!


video surveillance

Le città hanno bisogno di una videosorveglianza più intelligente

Circa un terzo della popolazione che vive nei paesi dell'OCSE non si sente sicura a camminare da sola di notte. PLa sicurezza pubblica è un'area di crescente preoccupazione in molte città del mondo.

Naturalmente, il livello di preoccupazione varia tra regioni e paesi, a volte anche tra città all'interno dello stesso paese. Il Giappone, Singapore, l'Australia, la Scandinavia, la Svizzera e il Canada sono normalmente ai primi posti negli indici di sicurezza, mentre l'America Latina, l'Africa e il Medio Oriente hanno un numero relativamente alto di città meno sicure.

Una vasta gamma di tecnologie di sicurezza è disponibile per supportare le forze dell'ordine nelle città e alcune di esse - come i sistemi di videosorveglianza analogici - esistono da decenni. Secondo Berg Insight, il mercato globale delle attrezzature per la sorveglianza delle città ha raggiunto 9,9 miliardi di euro nel 2020 e dovrebbe crescere con un CAGR del 19,7% per raggiungere 24,2 miliardi nel 2025, includendo i sistemi hardware e software.

Cina, Stati Uniti e Regno Unito hanno guidato l'adozione di sistemi di videosorveglianza fissi, la sola Cina ha più di 200 milioni di telecamere installate. Le ultime generazioni di questi dispositivi possono essere integrate nelle infrastrutture IoT urbane per poterli gestire e controllare insieme ad altri dispositivi intelligenti e connessi. I progressi nell'analisi video e la iniezione di intelligenza artificiale hanno inoltre rafforzato le operazioni di sorveglianza.

Una promettente evoluzione tecnologica riguarda la sorveglianza mobile e audio. Le telecamere indossabili e a bordo dei veicoli delle forze dell'ordine stanno emergendo come preziosi complementi all'infrastruttura di videosorveglianza esistente. I dispositivi indossabili permettono al personale delle forze dell'ordine di catturare materiale video e audio per migliorare le operazioni dal vivo, documentando allo stesso tempo eventuali comportamenti scorretti della polizia a fini di responsabilità pubblica. L'uso delle camere indossabili sta crescendo significativamente, con gli Stati Uniti e il Regno Unito che guidano nuovamente l'adozione insieme a Cina, Australia, Francia e Germania.

Le nuove applicazioni IoT includono i sensori di rilevamento degli spari. Questa non è una tecnologia nuova (le applicazioni militari sono ormai mature), ma il loro uso per la sorveglianza ad ampio raggio in ambienti urbani è abbastanza recente. I sistemi di rilevamento degli spari sono ora in fase di sperimentazione in un certo numero di città - principalmente in Nord America - e gli analisti del settore si aspettano che diventino interessanti nelle regioni in cui i tassi di criminalità rimangono preoccupanti.

Mentre le città hanno bisogno di modi più intelligenti per garantire la sicurezza pubblica, la videosorveglianza non è esente da critiche. Le applicazioni che prevedono il riconoscimento facciale, anche quando sono usate solo per scopi di sorveglianza, sono spesso viste come una violazione della privacy personale e talvolta osteggiate dai cittadini.

A Barcellona, in Spagna, il consiglio comunale ha sviluppato una soluzione basata su telecamere per attuare misure di controllo della folla e aiutare ad affrontare il Covid-19, ma è stato costretto ad anonimizzare le immagini per proteggere la privacy delle persone negli spazi pubblici. Già nel 2019, diverse città statunitensi tra cui San Francisco e Oakland hanno vietato la tecnologia di riconoscimento facciale e un forte movimento di attivisti per i diritti civili sta attualmente spingendo per una regolamentazione rigorosa della sorveglianza digitale in diversi stati.

Mentre il dilemma della privacy dovrà essere risolto, è chiaro che le tecnologie di videosorveglianza offrono grandi benefici alle città e alle persone. Nel prossimo futuro, molto probabilmente vedremo un uso più efficace di questi sistemi e una più stretta integrazione con altre applicazioni urbane per il monitoraggio del traffico, il rilevamento degli incendi, la risposta alle emergenze e altro ancora.


cryptocurrencies

Le criptovalute rubano la scena nei dibattiti delle città statunitensi

La notizia arriva dalla Florida: La città di Miami ha votato a favore della accettazione delle donazioni generate dal programma MiamiCoin, per un valore attualmente stimato a 4,3 milioni di dollari. La decisione "rappresenta un'importante pietra miliare nel tentativo di far diventare Miami un hub di innovazione crittografica. Fondi che avranno un impatto diretto sulla vita di tutti i nostri residenti", ha scritto il sindaco di Miami, Francis Suarez.

Da dove viene questo denaro? Fondamentalmente, la città sta guadagnando quasi 5 milioni di dollari dalle persone che creano la sua criptovaluta. Sostenuto dallo sviluppatore indipendente di criptovalute CityCoins, MiamiCoin è stato lanciato lo scorso agosto e permette agli utenti di minare le monete per ricavare un proprio guadagno e al tempo stesso sostenere la cittàIl 30 per cento del rendimento viene raccolto in un portafoglio riservato al governo locale. Ai tassi attuali, l'equivalente di circa 2.500 dollari viene trasferito nel portafoglio di criptovaluta della città ogni 10 minuti, con una media di 35 minatori che competono per creare MiamiCoin nello stesso periodo di tempo.

Il sindaco ha spiegato che la città non ha ancora intenzione di spendere i fondi e una significativa due diligence sarà completata prima di confermare qualsiasi investimento. Tra gli usi che sono stati proposti per i fondi ci sono programmi per mitigare il cambiamento climatico, nuove iniziative per le comunità svantaggiate, educazione finanziaria e incentivi per gli imprenditori tecnologici.

Un ulteriore vantaggio di MiamiCoin è la possibilità di consentire lo sviluppo di applicazioni decentralizzate, da parte di attori locali e a favore della comunità. Più di un centinaio di sviluppatori stanno attualmente lavorando su nuove applicazioni utilizzando il protocollo open-source di MiamiCoin per il MiamiCoin Makers Month hackathon in corso.

Altre città statunitensi guardano con attenzione all'esperienza di Miami e bramano quel flusso inaspettato di risorse in entrata. Alcuni governi statali e locali hanno già iniziato programmi pilota per sfruttare le criptovalute come metodi di pagamento per tasse e servizi.

La società di investimenti Blockchains LLC ha chiesto allo stato del Nevada l'autorizzazione a costruire una città crypto-friendly nella contea di Storey. L'idea è di progettare una comunità interamente basata su blockchain, con un proprio governo, tasse e tribunali, dove solo i pagamenti in valuta digitale saranno accettati per qualsiasi bene e servizio, sia privato che pubblico.

Mentre questo progetto deve ancora essere iniziato, la città di Williston in North Dakota accetta pagamenti in criptovaluta per le bollette. È il primo comune nello Stato del Nord Dakota, e il terzo nella nazione, ad offrire questo servizio. "Ci sono una serie di vantaggi nell'utilizzare questi metodi di pagamento online, tra cui la sicurezza, la convenienza e il risparmio sui costi", ha spiegato il direttore finanziario, Hercules Cummings.

E le criptovalute sono entrate anche nelle campagne elettorali per il prossimo sindaco di New York City. Il candidato repubblicano Curtis Sliwa ha rivelato il suo piano per rendere NYC la città più crypto-friendly degli Stati Uniti, rendendo possibile il pagamento di tasse, imposte e multe in criptovaluta, e aprendo più bancomat per Bitcoin e crypto per incoraggiare le imprese locali. Anche Eric Adams del Partito Democratico è a favore di New York come hub per i bitcoin.


light pollution

Spegnere i lampioni per combattere l'inquinamento luminoso

Parigi ha installato i primi lampioni elettrici al mondo nel 1878. Tre anni dopo, 4.000 lampade elettriche erano in uso nella capitale francese e le lanterne a gas furono gradualmente abbandonate. Oggi, ci sono circa 326 milioni di lampioni in tutto il mondo, che diventeranno 361 milioni entro il 2030. Circa un quarto di tutti i lampioni a livello globale sono già stati convertiti a LED e oltre 10 milioni sono stati collegati a reti intelligenti.

Se sommiamo i lampioni alle luci che arrivano dalle case, dai grattacieli, dai negozi, dagli uffici e dai cartelloni pubblicitari, è facile capire che le nostre città sono troppo illuminate. L'inquinamento luminoso - che gli scienziati definiscono come l'alterazione dei livelli di illuminazione naturale notturna causata da fonti di luce antropogeniche - riguarda più dell'80% del mondo e più del 99% della popolazione statunitense ed europea. La Via Lattea è nascosta a più di un terzo dell'umanità, al 60% degli europei e quasi l'80% dei nordamericani.

Organismi autorevoli come l'International Dark-Sky Association (IDA) chiedono a gran voce un intervento urgente per ridurre lo skyglow, lo schiarimento del cielo notturno sopra le zone abitate. Molte città stanno discutendo di possibili misure: negli Stati Uniti, la città di Pittsburgh ha presentato un'ordinanza "Dark Sky Lighting" per introdurre criteri rigorosi per tutte le strutture e i parchi di nuova costruzione o rinnovati, e un mandato per tutti i lampioni che dovranno utilizzare apparecchi compatibili Dark Sky. L'ordinanza dovrebbe essere discussa alla fine di questo mese e potrebbe diventare un modello per altri comuni in cerca di soluzioni contro l'inquinamento luminoso.

L'inquinamento luminoso ha un notevole impatto finanziario e ambientale. le stime IDA indicano che un terzo di tutta l'illuminazione esterna negli Stati Uniti è sprecatae costa ai proprietari delle strutture circa 3,3 miliardi di dollari all'anno, rilasciando 21 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio all'anno. Ma l'uso diffuso della luce artificiale interferisce anche con la salute mentale e fisica delle persone, con la fauna selvatica e gli habitat naturali delle piante.

La soluzione immediata a cui potremmo pensare - spegniamo ogni luce di notte - non è così fattibile. La vita moderna richiede l'illuminazione, in particolare l'illuminazione stradale notturna è essenziale per rendere sicura la mobilità e migliorare la sicurezza pubblica. Nel 2018, il New York City Crime Lab ha studiato circa 80 complessi residenziali pubblici per un periodo di sei mesi, misurando gli effetti dell'introduzione di nuovi lampioni in circa la metà di essi. Lo studio ha rilevato che l'indice di criminalità è diminuito del 7%, mentre i crimini notturni sono diminuiti di circa il 39%.

Quindi, la vera sfida è gestire in modo responsabile e intelligente l'illuminazione esterna per ridurre l'inquinamento senza compromettere la qualità del servizio. Come riportato dalla BBC, Tucson, in Arizona, ha convertito quasi 20.000 lampioni al sodio in lampade LED dimmerabili e ad alta efficienza energetica. L'inquinamento luminoso dovuto ai lampioni si è ridotto dal 18% al 13%. Dal 2018 la città ha ridotto le sue emissioni totali del 7% e le bollette energetiche annuali di 2 milioni di dollari. Ulteriori misure sono in corso di attuazione per spegnere i cartelloni pubblicitari, i riflettori, gli edifici e gli stadi sportivi.

PE Smart Urban Network è la nostra piattaforma IoT performante e affidabile per le applicazioni Smart Lighting: permette di collegare e controllare quartieri, strade e anche singole lampade da un sistema di gestione centrale, accendendo e spegnendo le luci e regolandone l'intensità in base a orari programmati, condizioni ambientali o su richiesta.

Grazie a PE Smart Urban Network, le città possono mitigare l'inquinamento luminoso e risparmiare fino all'80% di energia ed emissioni: scoprite di più sulla nostra soluzione e iscrivetevi alla nostra community per accedere a white paper, brochure, video e altre risorse interessanti.


commuters

I pendolari post-pandemia saranno di nuovo bloccati nel traffico?

È un momento difficile per gli esperti di mobilità a cui viene chiesto di prevedere l'impatto delle abitudini di lavoro post-Covid sui pendolari e sul traffico urbano. Sappiamo che la pandemia non è finita, e molte organizzazioni stanno offrendo modelli ibridi con opzioni di telelavoro ai loro dipendenti - ma il richiamo del "ritorno in ufficio" è altrettanto forte. La maggior parte degli analisti concorda ci sarà un graduale aumento dei pendolari nei prossimi mesi, piuttosto che un improvviso ritorno in ufficio, ma la diffusione delle varianti del virus potrebbe cambiare tutto.

In alcune città, il traffico ridotto a causa delle chiusure Covid-19 e del massiccio ricorso al telelavoro sembra incoraggiare più persone a usare l'auto per andare in ufficio. Negli Stati Uniti, INRIX ha confrontato i tempi di guida verso il centro di Seattle alle 8:30 del mattino, in piena ora di punta: nel 2019, prima del Covid, circa 500 mila lavoratori raggiungevano il centro in trenta minuti di macchina partendo da casa, mentre nel 2020, durante il Covid, più di 800 mila persone si trovavano a trenta minuti di macchina. Questo significa che la mancanza di traffico ha dato al 58% in più di persone la possibilità di arrivare in centro in mezz'ora, aumentando la loro propensione a usare l'auto non dovendo temere il traffico.

La possibilità che più pendolari prendano la macchina è dimostrata anche dai dati sulla gestione dei parcheggi pubblici. In diverse grandi città con sistemi di trasporto di massa, tra cui New York e San Francisco, i tassi di utilizzo dei parcheggi si stanno riprendendo abbastanza rapidamente dopo essere crollati nel 2020. Come riportato da The Washington Post, a San Francisco in media i parcheggi sono all'85-90% dei loro livelli pre-pandemia, rispetto a un ritorno medio del 74% in altre città del Nord America.

Tuttavia, gli esperti di mobilità riconoscono che la gente è sempre più interessata a sistemi alternativi di pendolarismo - e frequentando meno spesso l'ufficio si è più propensi ad andare in bicicletta o a piedi, purché il tragitto casa-ufficio non sia troppo lungo.

La città di Boston ha indagato le abitudini di mobilità di oltre 2.650 lavoratori e ha calcolato che i tassi di pendolarismo in auto sono scesi di 10 punti percentuali negli ultimi 12 mesi. Circa il 6,5% degli intervistati nel 2021 va al lavoro in bicicletta, mentre circa il 9,5% ha detto che prevede di farlo in futuro. Un sondaggio simile nel 2020 ha avuto risultati inferiori, dato che il 4,4% usava la bicicletta e l'8% aveva detto che aveva intenzione di farlo in futuro. Sulla base di questi risultati, la città sta migliorando l'infrastruttura ciclabile esistente e 4,5 miglia di nuove piste ciclabili saranno aggiunte entro la fine di quest'anno alla rete attuale.

I cambiamenti sono in corso e non è chiaro se i pendolari torneranno alle loro abitudini di inizio 2020 o inaugureranno una nuova routine - le città devono monitorare da vicino l'evoluzione per prendere decisioni sagge sulla mobilità e la gestione del traffico. Ma la sensazione è che alcuni aggiustamenti ai modelli di pendolarismo pre-pandemia potrebbero essere duraturi.


air pollution

L'intelligenza artificiale per combattere l'inquinamento atmosferico in India

L'intelligenza artificiale (AI) sta avendo effetti dirompenti in molte industrie e aree della vita, ed è sempre più utilizzata dalle Smart City per affrontare problemi urgenti come l' inquinamento dell'aria.

Secondo gli analisti di Greenpeace, 22 delle 30 città più inquinate del mondo sono in India, dove ogni inverno più di 140 milioni di persone sono esposte a un grave livello di inquinamento atmosferico. Nella capitale Delhi, l'inquinamento da PM2,5 ha causato circa 54.000 morti nel 2020.

Una ricerca indipendente ha stimato che l'India avrebbe bisogno di almeno 4000 stazioni di controllo per monitorare la qualità dell'aria - ma oggi ci sono solo 160 stazioni attive nel paese, una rete assolutamente inadeguata per raccogliere dati affidabili e significativi con cui supportare qualsiasi valutazione o processo decisionale.

Qui è dove l'AI entra in gioco. Un dettagliato monitoraggio della qualità dell'aria dovrebbe combinare diverse fonti di informazione, compresi i dati generati dalle stazioni di controllo dell'aria, i dati meteorologici e satellitari, ma anche le attività umane come la mobilità e il traffico, gli insediamenti industriali, la gestione e la combustione dei rifiuti. L'AI può essere sfruttata per correlare tutti questi fattori e fornire una migliore interpolazione geospaziale dei dati sull'inquinamento atmosferico, quindi formulare delle previsioni accurate grazie alla comprensione più precisa delle fonti di inquinamento e delle tendenze evolutive.

Anche i cittadini possono offrire un prezioso contributo. In India, l' UNDP Accelerator Lab ha sviluppato una piattaforma digitale GeoAI in collaborazione con l'Università di Nottingham per trovare gli hotspot dell'inquinamento atmosferico utilizzando immagini satellitari e algoritmi AI di rilevamento degli oggetti. Questi algoritmi sono stati addestrati da un grande gruppo di cittadini, che si sono offerti volontari in tutto il mondo. In particolare, il loro obiettivo era quello di rilevare le fornaci di mattoni che sono noti hotspot di lavoro irregolare e inquinamento atmosferico. Applicando gli algoritmi AI ai dati inseriti dai cittadini, più di 47.000 fornaci di mattoni nelle pianure indo-gangetiche dell'India sono state rilevate e censite nella piattaforma GeoAI, che utilizza un approccio innovativo e un mix di tecnologie per determinare le posizioni esatte delle fornaci attraverso immagini satellitari e la loro conformità alle politiche e alle leggi ambientali esistenti.

Con la facilitazione attiva e la formazione, i volontari hanno classificato più di 2.500 forni in una settimana: tale intelligenza alimentata sia dai cittadini che dall'AI è preziosa per i regolatori ambientali per avviare azioni contro i forni non conformi, facilitando l'intervento mirato per combattere gli hotspot dell'inquinamento atmosferico.

L'inquinamento atmosferico in India, così come in altri paesi del mondo, rappresenta un grave problema di salute e diminuisce la qualità della vita. L'AI può contribuire a intraprendere azioni di mitigazione fornendo dati sulla qualità dell'aria specifici del luogo e intuizioni utili alle autorità, alle industrie, alle imprese e ai cittadini.


curb management

La gestione dei marciapiedi ha bisogno di dati

Si potrebbe supporre i marciapiedi siano solo per i pedoni, ma gli amministratori locali pensano a questi spazi come un'interessante fonte di reddito da parcheggio. La gestione dei marciapiedi è normalmente basata sul patrimonio fisso delle città, con cartelli stradali che mostrano le regole applicabili: il parcheggio dei veicoli può avere prezzi variabili a seconda dei quartieri, dei giorni della settimana o delle fasce orarie; ci possono essere spazi riservati per i residenti, i disabili o le auto elettriche.

Tuttavia, i marciapiedi stanno vedendo oggi una convergenza di diversi usi concorrenti. Dall'aumento delle consegne a domicilio a nuovi modi di spostarsi come le biciclette e gli scooter condivisi, la gestione del marciapiede sta diventando sempre più importante per la mobilità urbana - e le città stanno cercando nuovi modi per organizzare e monetizzare gli spazi disponibili.

Le politiche sui marciapiedi sono per lo più decise caso per caso senza alcun supporto basato sui dati. Questo potrebbe risultare in un isolato che ha sosta a pagamento tutto il giorno e nessuna zona di carico/scarico per le consegne del mattino, nessuna restrizione di sosta nelle ore di punta o opzioni specifiche per gli operatori commerciali. Molti possono parcheggiare illegalmente o girare intorno all'isolato più volte in attesa di un posto (e sappiamo che fino a 56% del traffico cittadino è dovuto agli itinerari in cerca di parcheggio). Dove i cordoli permettono diversi casi d'uso, a volte la segnaletica poco chiara causa una certa confusione nei conducenti su quale regola si applica dove, creando un sistema di parcheggio e biglietteria inefficiente.

Diverse città innovative negli Stati Uniti e in Europa hanno riconosciuto i marciapiedi come spazi vitali per la comunità e uno dei beni urbani più estesi e preziosi. La gestione attiva e guidata dai dati del marciapiede permette alle comunità di offrire un accesso più equo tra i diversi utenti, migliorare il livello di servizio per tutti, raccogliere dati sui comportamenti di trasporto, attirare più clienti per le imprese locali e creare una fonte di reddito sostenibile.

Nel sud della California, negli Stati Uniti, la città di Stanford sta eseguendo un piano di gestione del marciapiede per mappare tutti gli spazi disponibili, la loro posizione e l'uso attuale. Questa indagine preliminare aiuterà il Consiglio Comunale a migliorare la gestione dei parcheggi su strada, liberare spazi per i sistemi di trasporto alternativo e identificare possibili opzioni per cordoli multiuso. Questo progetto dovrebbe essere completato entro l'anno.

Sempre negli Stati Uniti, l'Agenzia Municipale dei Trasporti di San Francisco (SFMTA) vuole sfruttare la gestione del marciapiede per affrontare alcuni problemi immediati di sicurezza lungo la 6th e Taylor street, che sono tra le strade dove avviene il 75% dei gravi infortuni e incidenti a San Francisco. Le comunità che vivono lungo questi corridoi sono composte in gran parte da anziani, bambini, persone con disabilità, persone con limitata conoscenza dell'inglese e famiglie a basso reddito. Insieme ad alcune riconfigurazioni delle corsie di marcia e modifiche dei segnali, la SFMTA ritiene che una migliore gestione dei marciapiedi possa contribuire significativamente alla sicurezza dei pedoni.

In Italia, la città di Torino sta avviando un progetto pilota di gestione dei marciapiedi sfruttando un software di analisi. I dati catturati dalle telecamere che sorvegliano i parcheggi e il traffico stradale vengono analizzati e messi in relazione con le informazioni generate dai flussi di autobus pubblici, camion per le consegne, veicoli di ride-sharing, scooter, biciclette e pedoni. Questo dovrebbe consentire una visione completa di tutte le esigenze di mobilità nei distretti di prova, supportando il processo decisionale basato sui dati.

Con set di dati diffusi e affidabili, le opportunità per la gestione intelligente dei marciapiedi sono vaste. Le città possono migliorare la mobilità urbana e mitigare il traffico grazie a una miglior gestione dei parcheggio su strada, stabilire tariffe dei parcheggi più eque, supportare la micromobilità e il transito dei veicoli commerciali - con benefici tangibili per le loro comunità e l'ambiente in cui vivono.